Questa storia la dedico alla mia tartaruga preferita per eccellenza: il mitico Raph! ^-^ Mi è venuta quasi di getto: spero che i lettori apprezzino gli sforzi di un'autrice imbranatissima! ^__- Prima Parte Buona lettura! OooO Era una giornata come tante a New York: I bambini vanno a prendere il pullman per andare a scuola, la gente sale in macchina e si accalca sulle strade per raggiungere il posto di lavoro... Un lunedì mattina perfettamente consono a qualsiasi altro, scandito dalla monotonia di tutti i giorni. Anche le tartarughe avvertivano questa invariabilità nell'aria: Shredder era stato esiliato, Hun non si sentiva da un po', Karai era sparita dalla circolazione ed il loro più grande nemico del momento, alias Bishop, era rimasto al suo posto senza combinare danni eccessivi. Tramava qualcosa, questo era sicuro... L'unico che non sembrava dar troppo peso a quella noia temporanea era Raf: ogni mattina si alzava, si stiracchiava, si scaldava un po' i muscoli e partiva per chissà dove ritornando solo verso mezzogiorno inoltrato. Invani erano stati i tentativi di Mick per pedinarlo: veniva irremediabilmente scoperto a metà strada! Così i tre fratelli e Splinter non sapevano mai dove si andasse a cacciare in quelle ore. Per fortuna non era qualcosa di losco, come si poteva credere... * Una casa piccola sulla periferia della città: questa era la fine del percorso tortuoso che Raf compiva ogni giorno per non farsi scoprire dai fratelli o dal sensei. Non era disabitata come si poteva credere dall'esterno, infatti al suo interno risiedeva la simpatica signora Morrison: un giorno, mentre si recava all'ospedale per un controllo, ebbe un'incidente al ritorno in cui il taxista era andato a sbattare contro un'altra macchina in contromano. *Che idiota!* Aveva pensato Raf con crescente rabbia. Fatto sta che ora la signora Morrison aveva una gamba rotta e perciò si muoveva a fatica per la casa e la sua cecità non contribuiva ad aiutarla... Così il rosso, che aveva letto la notizia dell'incidente su un giornale, si recava ogni giorno a casa sua per aiutarla almeno di mattina, visto che l'assistente sociale arrivava soltanto verso il tardo pomeriggio. Era piacevole star lì a chiacchierare con l'anziana, coccolare il gatto e fare le piccole faccende domestiche che la donna era impossibilitata a fare. Non era da annoiarsi e neppure da stancarsi troppo: quelle commissioni in confronto agli allenamenti impallidivano di brutto! Quel giorno trovò la casupula più desolata del solito, forse per la mancanza dei fiori vicino alla finestra della casa... Bussò incerto e quando la signora gli venne ad aprire, allungò lo sguardo per fissare perplesso alcuni scatoloni che erano in giro per la casa. "Ciao caro!! Oggi sei un po' in ritardo, ma non importa granché: molto probabilmente non dovrai più venirmi a fare compagnia..." La tartaruga la scrutò inebedito. "Perché?" La signora Morrison esitò. "Meglio se prima entri..." Una volta accomodato in casa, Raf capì che tutto ciò che la signora aveva era stato imballato e sistemato in grosse scatole sparse un po' ovunque: in un angolo vi era anche una gabbia in cui il gattino sarebbe stato sistemato. Il motivo per cui tutto ciò era stato fatto era evidente, così il rosso risparmiò le spiegazioni alla donna. "Ha per caso qualche nipote?" "Sì, il figlio di mio fratello maggiore, ormai defunto: ha saputo dell'incidente la scorsa settimana e si è preoccupato di chiamarmi per avvisarmi che sarei dovuta andare a vivere da lui. Ha una casa molto grande: sarà l'ideale, immagino..." La tartaruga strinse forte la mano dell'anziana. "Mi mancherà signora Morrison..." Lei ricambiò la stretta e sorrise incoraggiante. Passò tutta la mattinata ad aiutare la signora a caricare il camion, ovviamente camuffato da essere umano, scaricando più di una dozzina di pacchi: non avrebbe mai detto che in casa della donna ci fossero così tante cose L'addio fu terribile. "Ascoltami caro: voglio donarti questa." Da un piccolo pacchetto che era stato portato per ultimo la signora estrasse un orologio luccicante: sicuramente non era bigiotteria. "Ma, questo..." "Un piccolo regalo che ti avevo comprato per ringraziarti..." "Io non posso accettare" Protestò Raf cercando di restituire l'oggetto alla signora, ma lei tenne la mano ferma. "Puoi rivenderlo, utilizzarlo o tenerlo: fanne ciò che vuoi!" Esclamò allegra, mentre lo abbracciava, spiazzandolo. "Mi mancherai!" La signora Morrison scomparve dietro l'angolo e il rosso non poté fare a meno di sentire una sensazione di nostalgia incolmabile. *Dannazione, dannazione, dannazione! Mai affezzionarsi così tanto a qualcuno!* Pensò la tartaruga cercando di ricacciare indietro il magone che gli era venuto in gola. L'orologio lo allacciò accuratamente al polso sinistro. "Bello, forse un pò appariscente, ma è ok!" Celiò la tartaruga ninja, mentre lanciava un'ultima occhiata fugace alla strada ed alla ex abitazione della signora Morrison e risaliva i tetti delle case per ritornare al rifugio... * "Niente di niente: che novità...UN ATTIMO! NE ABBIAMO TROVATA UNA!" "Bene, bene..." L'uomo in piedi di fianco a quello seduto davanti ad un computer che riportava la pianta della città, si sporse vicino allo schermo, illuminando il volto cinereo che faceva a pugni con gli occhiali da sole ed i capelli nero pece... Sbatté il pugno sulla scrivania in maniera brutale. "ED ORA PRENDETELO!" * "MICK! PIANTALA DI ASCOLTARE LA TV A PALLA OPPURE TI STACCO LA SPINA!" Urlò Don a cui il volume alto dava parecchio fastidio, sopratutto quando stava lavorando ad una sua invenzione! Leo appariva dello stesso parere, anche se per motivo differente. "Don ha ragione...NON RIESCO A CONCENTRARMI SE TU TIENI IL VOLUME ALTO IN MANIERA SPROPOSITATA!" La partenza più quieta, seguita dal finale acuto aveva fatto sobbalzare il povero Mick che, involontariamente, aveva schiacciato il telecomando e subito il volume si era alzato doppiamente. "MA LO FAI APPOSTA O COSA?!" Strillo il viola cercando di farsi sentire. "INFATTI L'HA FATTO PER DAVVERO!" Frecciò il blu otturandosi le orecchie per non rimanere assordato. "SCUSATEMI RAGA: ORA PROVVEDO!" Urlò l'arancio afferrando precipitosamente il telecomando e ripristinando il volume a quasi muto. "Meno male: ho rischiato la rottura del timpano!" Cinguettò il proprietario dei Nunchaku. Tempo un nanosecondo e si ritrovò un bernoccolo gigantesco dovuto al fatto che Donatello gli aveva dato una botta in testa col suo fedele bastone Bo. "Ma sei diventato matto?! Che ti salta in mente di tenere il volume così alto?!" L'arancio farfugliò una scusa sul fatto che c'era uno degli ultimi video del suo cantante preferito, mentre il proprietario del bastone Bo ascoltova esasperato Intanto Leo osservava l'orologio, irrequieto. "Ragazzi, sapete a che ora se n'é andato via Raph?" I due smisero e fissarono l'orologio a loro volta. "Alle 9:30 e di solito tornava a pochi minuti dall'una....Però adesso sono le 2:45 pm!! Che abbia avuto un contrattempo?" Leo continuò ad osservare le lancette che si muovevano con un brutto presentimeno che gli invadeva la mente... "E se avesse avuto un *contrattempo* molto negativo?" I due non risposero e non ne ebbero neanche il tempo perché il maestro Splinter si delineò sulla soglia della sala. "Cos'era tutto quel baccano, prima?" Chiese pacatamente, abituato alle stravaganze dei suoi figlioli. "Niente, Mick ha sempre voglia di strafare!" Spiegò Don. "Sensei sono preoccupato per Raffaello: non è ancora rientrato..." Interruppe Leo. "In effetti non ha mai fatto così tardi: sarà meglio andare a cercarlo" Affermò Splinter cercando di rimanere calmo, ma si vedeva che era preoccupato per il figlio. "Non vi preoccupate troppo Maestro Splinter: di sicuro avrà avuto una gara di moto con Casey!" Scherzò Mick per smorzare la tensione. "Si...Può darsi." * La luce artificiale pallida e chiara fece svegliare il rosso di soprassalto. *Dove sono?!* Fu il primo pensiero della tartaruga mentre voltava lo sguardo perplesso e scopriva di essere immobilizzato su un lettino, tramite alcune cinghie molto robuste e strette, quasi da mozzargli il fiato. *Cerca di ricordare...Stavo ritortando al rifugio...Quando qualcuno mi ha sparato un colpo che ho evitato per un soffio..." La mente del proprietario dei pugnali Sai lavorava frenetica. "...Poi mi hanno accerchiato un paio di soldati: armati fino ai denti e...Con degli strani "poteri"...* Non gli ci volle molto per fare due più due. "...Quindi devo essere stato attaccato da..." Uno strano riflettore gli accecò la vista ed una voce conosciuta sibilò "Benvenuto Raffaello..." Bishiop si avvicinò alla tartaruga e chinò lo sguardo su di lui. "Dovevo immaginare che eri stato tu..." Sibilò il rosso con enorme disprezzo: lo odiava e lo odiava, dal più profondo del cuore. "Spero che tu abbia riposato bene: dovevi almeno riprenderti dalle brutte ferite che i miei uomini ti hanno inferto..." In quel momento il rosso si accorse di un pulsare incessante che gli proveniva dalla gamba destra: molto probabilmente era rotta o fratturata. "Ringrazia il cielo se sei ancora vivo ed in grado di parlare: mi servi..." "...Meglio morire in battaglia che rimanere vivo per un pazzo e per i suoi insulsi esperimenti!" Sbottò Raph sputandogli addosso tutto l'odio ed il disprezzo che provava nei suoi confronti. L'uomo s'irrigidì, evidentemente irritato, ma riuscì a tenere un'aria distaccata ed allo stesso tempo allegra per i suoi parametri. "Se non fossi stato tu, sarebbe state qualcun'altro dei tuoi fratelli: eri l'unico che è venuto fuori per primo, ma se vuoi...." Uno schermo si accese illuminando una pianta in cui tre luci lampeggiavano. "...Possiamo cambiare cavia..." "Dannazione! Ti odio Bishop!" "Lo so e scommetto che non starai nella pelle quando, una volta concluso l'esperimento, lavorerai per me!" Raph lo guardò turbato e poi alla luce del riflettore comparve qualcuno che mai il rosso avrebbe pensato di rivedere Strattonò con forza le cinghie che lo tenevano bloccato. "Tu..." La testa ologramma di Stockman ghignò "Salve Raffaello: come te la passi?" "Tu te la passerai molto male quando mi slegherò da queste cinghie!" Frecciò iracondo il rosso. "Vedremo Raph, vedremo..." Come un prestigiatore tira fuori il coniglio dal cilindro, nelle mani dello scienziato comparve una siringa: all'interno vi era un colore viola scuro ed alla tartaruga dava uno strano senso di...Paura... Non ebbe il tempo di pensare a niente: tutto finì in un vortice di colori quando il liquido gli fu inniettato nel braccio... TBC L'ho già finito?! Diamine: mi ero promessa di farlo più lungo!! Ed anche più decente... ;__; Vabbé mi affido al giudizio dei lettori che di solito sono meno severi di me nel valutarmi... ^__^