La fine della giornata era ormai vicina: mancava un'ora alla fatidica mezzanotte e ben presto essa avrebbe portato con se la venuta di un nuovo giorno. Le persone nella norma a quel ora erano addormentati nei loro letti, ma le tre tartarughe ed il loro sensei non fanno parte di questa quotidianità. "Insomma Mick: un minimo di memoria!" Esclamò esasperato Don, mentre il fratello faceva ripetere per l'ennesima volta un giro a vuoto. "Eppure credevo che si girasse a sinistra..." Confabulò tra se e se Mick cercando disperatamente un qualche indizio, sotto lo sguardo impaziente di Leo e quello assai stanco del sensei. "Aspetta un attimo!" A Don venne un colpo di genio inaspettato. "Sbaglio o Raf porta sempre dietro il cell?" L'arancio annuì perplesso, mentre Leo domandò a sua volta, quasi in contemporanea con il maestro. "Credi che si possa rintracciare il segnale?" Il viola sorrise. "Basta chiedere." L'inventore del gruppo sfilò da una sacca che si era portato dietro un piccolo oggettino che accese e questi mostrò la piantina di tutta la città con un puntino rosso che lampeggiava distintamente: immediatamente le tartarughe e Splinter si avviarono verso l'obbiettivo. Fu un percorso molto lungo e complesso e quando giunsero al luogo da dove proveniva il segnale furono molto sorpresi... "Ragazzi, questo è...." "...Sì, Mick: questo è il nuovo covo di Bishop." L'avevano visto qualche giorno fa al telegiornale: il presidente aveva donato la costruzione all'uomo come segno di gratitudine. Era più o meno grande come l'ex covo degli Utrom, soltanto leggermente più basso e circondato strettamente da molti edifici abbandonati poco più bassi. *Un ottimo posto per non dare nell'occhio.* Pensò Don. "Oh mamma raga: non voglio immaginare che fine abbia fatto Raf!" Il maestro strinse la presa sul suo bastone. I tre figlioli capirono che dovevano intervenire subito. Ma non sapevano di essere osservati da qualcosa di molto pericoloso... Un paio di fucili laser avevano puntato contro i quattro ed i loro proprietari ghignavano pronti a premere il grilletto. Nessuno riuscì a fare niente: tutto si risolse con un'esplosione che scaraventò i quattro contro il muro di una casa poco distante. Quando si ripresero dalla botta dell'edificio non era rimasto niente altro che un primo piano ormai distrutto... "OH, NO RAF!" * Mosse la lingua per bagnarsi le labbra disidratate: moriva di sete. Un'emicrania fortissima non migliorava la situazione: la sua testa pulsava incessantemente. I muscoli del corpo erano tesi come corde di violino e le vene erano in risalto per lo sforzo di resistere al dolore senza fine. *E' un inferno...Le fiamme eterne dell'inferno...* Pensò sbattendo gli occhi incessantemente. Bishop e Stockman se ne erano andati lasciandolo da solo con un paio di uomini che mormoravano fra loro e di cui sentiva i discorsi. Cercava di rimanere concentrato su quello per non svenire e questo si rivelò un bene. "Dunque, dunque...Ma che intenzioni hanno Mr Bishop ed il Dott. Stockman nei confronti delle altre tre tartarughe e del topo?" Uno rise all'ingenuità dell'altro. "Ma non hai ancora capito?! E' chiaro come il sole!" Sfilò dalla tasca un oggetto che Raf vide di striscio alzando un poco la testa, ma lo riconobbe ed impallidì. "Userà questa sottospecie di cellulare come esca per attirare anche gli altri mutanti e poi, visto che non gli servono altre cavie..." L'uomo imitò l'azione di premere un grilletto e sparare. Raf non sentì più niente: ne dolore ne debolezza. *Schifoso verme, bugiardo...Non ha mantenuto la promessa!* I pugni della tartaruga si strinsero fino a far affondare le unghie nella carne: era come se un fuoco interiore fosse scoppiato all'interno del rosso e questa forza permise alle cinghie che lo tenevano legato di rompersi. Gli occhi degli uomini si sgranarono dalla sorpresa e ciò impedì a loro di reagire, mentre il proprietario dei pugnali Sai, con una agilità ineccepibile, li metteva al tappeto in pochi secondi. *Devo salvare il Maestro Splinter ed i miei fratelli...Io devo...* Era troppo concentrato su ciò per rendersi conto del fatto di essersi appena liberato a velocità record. Volle rintracciare disperatamente qualsiasi oggetto che potesse tornargli utile ed ebbe due fortune: nella camera c'erano i suoi due pugnali ed una cartina dell'edificio. "Dove possono essere andati quei cecchini?!" Sibilò esasperato ormai convinto che non c'era scampo, però... Fu come una folgorazione improvvisa: fissò intensamente la cartina mentre la sua testa lavorava frenetica. La foga e la febbre lo aiutavano in quel delirio di immagini e di ricordi, in cui più volte aveva visto Donatello al lavoro con le sue invenzioni e ciò riuscì a soccorrerlo in quel momento difficile. *Devo andare a questa sala!* Pensò premendo il dito su una scritta che annunciava. -Sala generatori principali.- E scattando si diresse fuori dalla stanza alla ricerca di quella sala, ignorando il pulsare alla testa che si stava intensificando. Ed ignorò anche la strana andatura veloce, agile, diversa dal solito, visto che lui preferiva agire in linea diretta ed aveva sviluppato più che altro i muscoli delle braccia. *Che strano: mi sento più leggero, più scattante...Sarà una mai impressione!* La tartaruga scosse la testa e riprese a correre più speditamente per raggiungere la destinazione in tempo. Arrivò ad un'enorme portone su cui troneggiava la stessa scritta che l'aveva colpito sulla piantina: senza far rumore socchiuse l'uscio. All'interno non vi era nessuno: forse avevano abbassato la guardia e si erano arrischiati a lasciare incostuditi gli enormi macchinari che alimentavano tutto l'edificio. "Perfetto..." Sussurrò Raf febbriciante ed assetato più che mai perché quella maledetta corsa gli aveva seccato ancora di più la gola. "Cosa cavolo mi avranno inniettato quei due folli?!" Sussurrò il rosso che avvertiva i rumori molto più ovattati di quanto non li udisse prima. *Devo fare in fretta!* Afferrò saldamente i suoi due pugnali e con uno sforzo sovrumano aprì il pannello di metallo dove erano custoditi i cavi principali. Stava per fiondare il suo sai nel meccanismo quando qualcosa lo colpì alla schiena. "Sapevo che ti avrei trovato qui." Bishop osservò la tartaruga cadere al suolo per la botta che si era aggiunta al dolore della febbre. "Cosa credevi di fare? Disattivare l'impianto in modo da bloccare tutto?" La domanda era più che retorica. "Efficace, in un certo senso: avresti creato il panico generale in tutto l'edificio ed avresti impedito il normale funzionamento del nostro piano, ma per fortuna ti ho fermato sul nascere." Il rosso tossichiò un poco mentre cercava di rimettersi in piedi: doveva sfruttare quel monologo per riuscire a recuperare il Sai che si era allontanato per via della caduta. Per fortuna l'uomo non si era reso conto del movimento felpato che Raf compieva per raggiungere il suo pugnale. *Si vede che non legge molti fumetti!* Sorrise pensando a Mick che di quei giornaletti non ne poteva fare a meno... Finalmente raggiunse l'arma e si mise in piedi il più lentamente possibile per non far sospettare alcunché, sorreggendosi al macchinario mentre Bishop farneticava qualcosa su dei super-soldati e roba simile. *Tipico di ogni buon super malvagio che si rispetti!* "Ehi Bishop!" Questi si voltò ed appena vide dove stava la tartaruga ringhiò iracondo. "Prova pure a staccare quel impianto, tanto abbiamo sempre un generatore di emergenza!" "Mi credevi così ingenuo? L'ho intuito quando non mi hai prestato troppa attenzione ed appunto per questo non ti renderò la vita così facile!" Con le ultime forze si issò sopra il cilindro metallico in cui aveva intravisto le seguenti parole. -Contiene materiale che a contatto con l'esterno si infiamma: non aprire!- Bishop impallidì ancor di più rispetto al suo incarnato già cinereo, sapendo a che cosa andavano incontro se quella tartaruga avesse fatto ciò che pensava. "Non oserai..." "Oso, eccome!" Urlò il rosso prendendo il suo pugnale e fiondandolo sopra la costruzione nel tentativo di forarla e liberarne un contenuto alquanto pericoloso... Ci vollero pochi secondi: poi tutto sparì sotto le fiamme e le esplosioni che il gesto della tartaruga aveva reso possibili. E solo il primo piano si salvò dalla furia dell'implosione, mentre il resto del covo di Bishop e Stockman era ridotto in tante macerie. TBC Concluso anche questo capitolo che ha subito più di una modifica prima di essere inviato: so di impiegare un'eternità di tempo per scrivere due o tre cosette che non soddisfano per niente... Chiedo perdono a tutti i lettori!