L'AGATA NERA (II PARTE) “Maestro...avrei bisogno di parlarle”. Shredder si voltò lentamente, e vide una delle sue Guardie Supreme sulla soglia della porta; stringeva una semplice borsa di cuoio. “Che cosa vuoi?” chiese “Mi dispiace averla disturbata, maestro...” “Lascia perdere e va’ al punto!” "Ho trovato una cosa che potrebbe interessarla parecchio. Guardi" e gli mostrò lo scrigno di legno con dentro l'Agata. Per un istante gli occhi rossi di Shredder lampeggiarono. "L'Agata Nera..." sussurrò "La potenza di questa energia è pari a quella dei Cinque Elementi. Come vorrei impossessarmene..." "Credo che questo sia impossibile, signore" intervenne il ninja. Shredder si voltò di scatto: "Come sarebbe?" "Quando abbiamo attaccato la donna, c'è stato un po' di trambusto..." "Quale donna?Vuoi spiegarti meglio?". La Guardia Suprema narrò allora dell'agguato; quando disse il nome della donna, Shredder commentò freddamente: "Nadisha Hakeshi...ha fatto la fine di sua madre" "Per quanto riguarda l'Agata, uno dei soldati ninja, ha toccato per caso la pietra...ma non è successo nulla". Il malvagio capo del Foot fremette di rabbia. "COME E' POSSIBILE?" gridò "Non lo so, maestro, ma so qualcos'altro che..." "HAI DECISO DI FARMI ESAURIRE LA PAZIENZA?" gridò ancora Shredder, irritato più che mai "Vuoi deciderti a dire tutto quello che sai o no?". La Guardia Suprema ammutolì e si limitò a tirare fuori un biglietto che porse al suo maestro. Shredder non ci mise molto a capire di chi era il nome appena letto. "Maledetti mostriciattoli" imprecò "Sempre tra i piedi...chiama Stockman" ordinò poi. "Stockman?Non credo a cosa possa esserci utile..." "Non mi serve che tu capisca. Chiamalo e basta" tagliò corto Shredder, con un tono che non ammetteva repliche. La Guardia Suprema uscì subito, e pochi minuti dopo sulla soglia apparve (rullo di tamburi!...) il geniale dottor Baxter Stockman (si fa per dire). "Spero sia importante" disse lo scienziato, poco gentile "Ero molto occupato" "Modera il tono, mio caro dottore" replicò Shredder "Ti assicuro che ciò che sto per dirti ti interesserà non poco". "Sentiamo, allora". "Non serve ascoltare, mi basta che tu legga questo" e l'Utrom gli mise in mano il biglietto. "Donatello Hamato" lesse Stockman "Donatello..." "Devo per caso rinfrescarti la memoria?" disse Shredder, beffardo "Fascia viola, bastone...e un cervello niente male". "So benissimo chi è" sbottò Stockman, irritato soprattutto da quelle ultime parole. Come poteva non saperlo?Tra le tartarughe, Donatello era senza dubbio quella che detestava maggiormente, ed il perchè era semplice: era sempre lui che rovinava i suoi piani, che si intrometteva in qualunque cosa lui facesse. Non era forse stato Don a distruggere, assieme ai suoi fratelli, il laboratorio sulla nave?O a mettere fuori uso, lui e la O'Neil, tutti i suoi acchiappatopi?Ma c'era qualcos'altro che gli bruciava più di tutto...era successo nel palazzo di Shredder, quando aveva costruito quell'enorme corpo robotizzato. Per sbaglio si era fatto scappare che ogni parte del corpo funzionava autonomamente; credeva che nessuno ci avesse fatto caso...ma quella stramaledetta tartaruga se n'era accorta, e non aveva esitato a puntare il suo stesso cannone contro di lui! "E io cosa c'entro, se non sono scortese?" chiese Stockman (con un tono tutt'altro che cortese, però). Shredder gli spiegò nei dettagli la questione. "Capisci, adesso?" chiese allo scienziato "Questa tartaruga ha sicuramente qualcosa a che vedere con l'Agata..." "...e io sono pronto a scommettere che ne è lui stesso il custode" aggiunse Stockman "Lo penso anch'io. L'ostacolo maggiore, però, è un altro: come posso impossessarmi dell'Agata Nera?La sua energia non può essere utilizzata dalle persone...diciamo non buone" "Quindi bisognerebbe invertire la polarità" concluse Stockman. Il malvagio capo del Foot non capì dove volesse andare a parare. "Polarità?" ripetè, dubbioso "Cosa intendi dire, Stockman?" "L'energia dell'Agata può essere paragonata ad una pila con un solo polo. Il positivo, in questo caso; se riesco a invertire il polo positivo in negativo, o meglio in polo neutro, potrebbe usarla chiunque" "Questa non è scienza, Stockman, ma magia!" "Scienza e magia sono strettamente collegate. Credo di poter riuscire a costruire una macchina che serva allo scopo" "E quanto tempo occorrerebbe?" "Poco più di una settimana" "TROPPO!" gridò Shredder "O SARANNO LORO A USARE L'AGATA CONTRO DI NOI!". Stockman non battè ciglio: "Spiacente, non posso impiegare meno tempo; al massimo cercherò di terminare il lavoro in sette giorni esatti" "Allora comincia subito. Prima di andare, però, chiariamo un'ultima cosa: sai anche come prendere la tartaruga?" "Quello non è un problema, ci ho già pensato" assicurò Stockman, poi chiese: "Quando tutto sarà finito...cosa ne faremo di Donatello?" "Potrai farne ciò che vuoi" disse Shredder. E allo scienziato perve di sentire in bocca il dolce sapore della vendetta. ************* “NOOOOO!COSA HAI FATTO!”. Michelangelo guardò addolorato quello che all’inizio era un gustoso pacchetto di patatine...prima che suo fratello Raf ci si fosse seduto sopra! "Uff, quante storie!" sbuffò quest'ultimo "Datti una calmata, e soprattutto smettila di strillare come una donnetta!". Michelangelo si allontanò sbuffando. "Mi devi un pacchetto di patatine!" esclamò agitando il suo "E io non strillo come una donnett...AAAAAAHHHHHHH!". Questa Raffaello perse veramente la pazienza. "BASTA, MIK!" urlò, alzandosi di scatto dal divano "Se non la smetti di urlare io ti..." ma le parole gli morirono in gola quando vide il fratello tornare nella stanza con una faccia stravolta. "Michelangelo!Ma cosa..." "Qualcuno mi ha lanciato questo" balbettò Mik mostrando uno shuriken grande quanto la ruota di un'automobile e pieno di punte affilatissime "L'ho schivato per un soffio" "Cosa sta succedendo qui?". Il maestro Splinter raggiunse i suoi due figli, e Raffaello si affrettò a narrargli cosa era successo. In quel momento arrivò anche Leonardo, seguito a ruota da Donatello: entrambi erano andati a farsi un giro nelle fogne. "Soldati ninja" spiegò il primo "Sono ovunque" "E stanno venendo qui" aggiunse Don. Splinter si adombrò: "Che cosa vogliono?" "Tutti quanti, a giudicare dal numero che ho...". Donatello fu interrotto da un rumore alle sue spalle: tutti si voltarono di scatto e videro una decina di ninja all'ingresso...con un enorme uomo muscoloso in testa. "Hun!" ringhiò Raffaello "Porta il tuo grosso e grasso fondoschiena fuori di qui!" "Sta' zitto, stupido mutante" gli intimò il capo dei Dragoni Purpurei, poi si rivolse ai ninja dicendo: "Sapete cosa fare...muovetevi, al Maestro non piace aspettare". I soldati ninja scattarono in avanti, bloccando prima Splinter e poi Michelangelo. Leo partì all'attacco e ne mise al tappeto quattro in un colpo solo, mentre Raffaello ne prese uno per un braccio e lo spedì fuori dal rifugio. Hun intervenne spingendo la tartaruga contro il muro; poi afferrò un coltello e si preparò ad infilzarlo, quando sentì un dolore lancinante alla schiena. Si voltò e vide una cosa inaspettata. Donatello era in posizione di attacco, e tutto il suo corpo brillava di luce nera; la tartaruga alzò una mano e scagliò un raggio d'energia contro i ninja che combattevano contro Splinter, mettendoli K.O. "VOLETE LA GUERRA?" urlò "E GUERRA SIA!". Detto questo sferrò un pugno al ninja più vicino, facendolo ruzzolare lontano. Hun capì immediatamente ciò che doveva fare: estrasse dal fodero una strana pistola, la caricò con una specie di siringa e si preparò ad usarla contro la tartaruga, quando si accorse che Michelangelo stava dando parecchio filo da torcere ai soldati ninja. "Ho la riserva...di che mi preoccupo?" pensò, e sparò la prima siringa contro Mik, che subito se la strappò dal braccio, ma si sentì mancare e si afflosciò lentamente a terra. "MIK!" urlarono Leo e Raf vedendo il fratello a terra; scattarono in avanti per attaccare Hun, ma anche loro vennero colpiti da due siringhe ed ebbero la stessa reazione di Michelangelo. "I miei figli" pensò Splinter, guardando ciò che Hun stava facendo: era sicuro che quei proiettili fossero avvelenati, o peggio. L'unico modo per evitare che lui o Donatello venissero a loro volta colpiti era disarmare il capo dei Dragoni Purpurei, ma prima che ebbe il tempo di fare solo mezzo passo una siringa lo punse in pieno petto. Donatello cacciò un grido: il maestro e tutti i suoi fratelli erano a terra, lui era solo contro dieci ninja...ma aveva il potere dell'Agata dalla sua parte. Si preparò ad usarlo nuovamente, quando un comando secco lo fece bloccare. "Fermo!". Hun aveva afferrato il maestro Splinter ormai inerte e gli teneva il coltello vicino alla gola. "Sta'fermo, tartaruga, o faccio fuori il topo!". "Sta' calmo, Hun..." fece Don, allarmato "Non sei nelle condizioni di trattare. Vieni con noi, altrimenti non rivedrai mai più il tuo adorato maestro...sempre che dopo l'operazione tu rimanga ancora vivo" "Aspetta un attimo" quelle parole lasciarono la tartaruga alquanto spiazzata "Hai intenzione di catturarci tutti?" "Come, non l'hai ancora capito?" rise Hun "Il mio maestro ha per ora un solo obiettivo...e quell'obiettivo sei proprio tu". "Io?Perchè io?A cosa gli servo?Cosa vuole da me?". Queste quattro domande si fiondarono nel cervello do Donatello...ma la risposta era una sola... "L'Agata!Vuole l'energia dell'Agata Nera, ma certo!" "Bene, vedo che ci sei arrivato" ridacchiò Hun senza però mollare la presa sul maestro Splinter "Come l'avete saputo?Chi ve lo ha detto?" "Un agguato...alla vostra amichetta bionda" "Nadisha?Che le avete fatto?" "Tranquillo, non ha parlato...o meglio non ne ha avuto il tempo. Nella sua borsa c'erano la pietra e un biglietto...con scritto sopra il tuo nome. A Shredder è bastato fare due più due". Per un attimo Donatello venne preso dal panico: doveva attaccare ugualmente Hun?Fece un passo avanti, ma l'avversario graffiò con il coltello la gola di Splinter; un rivoletto di sangue uscì dalla piccola ferita. "Non fare nemmeno mezzo passo,o..." e le parole non furono necessarie per spiegare il resto. "D'accordo, hai vinto" si arrese Don, abbassando le mani e gettando via il bastone "Fa' di me quello che vuoi, ma lascia stare il maestro e i miei fratelli" "Con vero piacere". Hun si avvicinò alla tartaruga per colpirla con uno dei proiettili avvelenati, quando si accorse che non aveva più cartucce. "Pazienza" si disse "Faremo a modo mio". Prima di perdere i sensi, Donatello avvertì un forte dolore alla nuca. ************** SPLASH! Raffaello si alzò di scatto; si sentì qualcosa di umido sulla faccia...acqua. Guardandosi attorno, vide Mik che si stava svegliando, anche lui con il volto grondante d'acqua. Una massiccia figura davanti a loro stava ripetendo l'operazione sveglia con Splinter e Leo, armato di un secchio. "Leatherhead!" esclamò Michelangelo "Cosa ci fai qui?" "Passavo" fu la vaga risposta "E a quanto pare non sono arrivato in tempo per impedire che i ninja vi attaccassero" "Già" commentò Leo, aiutando il suo maestro ad alzarsi "Ma che volev...". In quel momento si accorse che mancava qualcuno all'appello "Don?Dov'è Donatello?" "Catturato" ringhiò Leatherhead "Da quei maledetti ninja!". Si sentì montare la rabbia, le sue pupille si assottigliarono e certamente avrebbe fracassato qualcosa se Mik non gli avesse messo una mano sulla spalla dicendo: "Calma, coccodrillone" "Giusto" fece Splinter, serio come solo poche volte l'avevano visto "Restiamo calmi e cerchiamo di capire dove hanno portato Donatello" "Be', facile!" commentò Raf "Soldati ninja + Hun = Shredder!" "Mmm..." Leonardo non parve convinto "Mi sembra fin troppo facile" "Ah, davvero?" scattò l'altro "E chi c'è allora dietro a tutto questo?Bishop?" "Forse" "Andiamo, Leo!Bishop con i soldati ninja!Mi spieghi tu qual è il nesso?" "Potrebbe essere un depistaggio" "Da dove ti è venuta quest'idea, fratello?" chiese Michelangelo "Semplice: dalla scelta dell'ostaggio. Se veramente si tratta di Shredder, perchè ha preso Don e non me, che sicuramente gli interesso di più?" "Be', Hun ha catturato il primo di noi che gli è capitato, no?" "No, Michelangelo" riflettè Splinter "Era tutto calcolato: infatti Hun ci ha addormentati tutti prima di entrare in azione. L'obiettivo era Donatello fin dall'inizio. Comunque Raffaello ha ragione, anche secondo me c'è di mezzo Shredder" "Io non capisco" disse Leo "Don ha forse qualcosa che noi non abbiamo?" "Be', l'Agata Nera" fece Mik. E quella risposta illuminò Leo: "Ma sicuro!Come abbiamo fatto a non pensarci?La faccenda allora sta diventando parecchio seria" "E come spera di prendere l'energia dell'Agata?" si chiese Raffaello "Credo questo abbia poco importanza" disse Mik "Non è meglio cercare di capire dove sono andati?Se non è il palazzo di Shredder. dove..." "Non c'è problema" intervenne Leatherhead, intervenendo nella discussione per la prima volta "Li ho inseguiti per un po' e prima di perderli di vista sono riuscito a capire dov'erano diretti: un vecchio magazzino abbandonato, non lontano dal porto. Si trova fuori mano ed è il posto ideale per nascondersi" "Sei capace di guidarci lì?" "Naturalmente" "Allora andiamo!" e Leonardo uscì dal rifugio, seguito dagli altri. ************* "Dove sono?". Quando Donatello riprese lentamente conoscenza, si accorse di essere in una cella di contenimento, alta sì ma non abbastanza larga da permettergli di girarsi con facilità. Ma a parte questo, non aveva la più pallida idea di dove lo avessero portato. E quando tentò di servirsi dell'Agata Nera per sfondare la sua prigione e scappare, si accorse con estremo disappunto che... "Mi hanno drogato. Maledizione!" pensò con difficoltà: in quel momento infatti non aveva la mente troppo lucida, la droga stava facendo il suo dovere. Si guardò meglio attorno, e gli fu facile capire che si trovava in un laboratorio: era pieno zeppo di attrezzature, e dei fili sottili ma belli robusti collegavano la cella di contenimento ad una specie di console piena di bottoni e levette; in primo piano era ben visibile la pietra nera dell'Agata, inserita in una cavità della stessa forma. In quel momento spuntò fuori da un'apertura laterale un giovane scienziato occhialuto, con capelli rossi a spazzola. "Io l'ho già visto..." pensò Don "Ah, certo, è Chaplin. E se c'è Chaplin, allora c'è anche Stockman" "Ah!" fece Chaplin guardando dalla sua parte "Vedo che il nostro ospite si è svegliato. Bene bene, il piano può essere messo in atto". Qualcuno bussò alla porta. Chaplin si precipitò chiedendo: "Chi è?" "Tua suocera..." replicò una voce, sarcastica "Chi vuoi che sia, razza d'idiota!" "Ah, è lei dottor Stockman!Apro subito!". Chaplin si affrettò ad aprire, e così Stockman potè entrare. Anche lui diede una bella occhiata al prigioniero "Ottimo" disse soddisfatto "Quell'ammasso di muscoli ha fato quello che doveva. Allora, Donatello" aggiunse rivolto alla tartaruga "Come ci si sente là dentro?" "Stavo meglio prima di vedere te, Stockman" replicò Don, gelido "Cosa vuoi da me, scienziato da strapazzo?" "La tua energia" "Se speri che io la ceda spontaneamente, ti sbagli di grosso. Piuttosto..." "Ti faresti uccidere, non è così?Lo so, lo so, sei coraggioso, devo ammetterlo. Tuttavia il coraggio non ti servirà stavolta, e nemmeno la tua bella testolina: prenderò quello che voglio con la forza" "Per poi consegnarlo a Shredder" completò Donatello, beffardo "Sai solo lavorare per gli altri o sbaglio?". Stockman si sentì avvampare. "Presto ti passerà la voglia di scherzare, tartaruga" sibilò "Soprattutto quando capirai quello che ti aspetta" e si diresse verso la console, trafficando per un po' con i comandi, poi accese una spia e parlo: "Qui tutto è pronto, mio signore. Possiamo iniziare anche subito" "Bene" da un altoparlante uscì la voce di Shredder "Sarò lì immediatamente". Donatello cominciò a preoccuparsi seriamente: l'arrivo di Shredder presagiva guai. ************* "Eccoci arrivati". Leatherhead fermò il furgone nel davanti al magazzino, facendo segno agli altri di scendere. Le tartarughe e Splinter non se lo fecero ripetere. "Mi raccomando, resta qui e non muoverti" ordinò Leo "Resteremo in comunicazione con l'auricolare; ti chiamerò solo se c'è davvero bisogno. Muoviamoci" disse ai fratelli, correndo in avanti ed entrando rapido da una porta laterale dopo aver scassinato la serratura. "Che strano" osservò Raf "Nessuna guardia in giro. Evidentemente non aspettavano visite" "Sapete cosa fare" disse ancora Leonardo "Troviamo Don, lo prendiamo e filiamo via subito, senza perdere tempo!" "Lo sappiamo, fratello" lo rassicurò Mik "Non siamo stupidi". Stavano percorrendo un corridoio lungo e buio. All'improvviso si accesero le luci, e due piccole telecamere si mossero per osservare gli intrusi. Prima che qualcuno potesse fare un solo passo, dalle telecamere usicrono due sottilissimi raggi rossi che presero di mira le pupille di Michelangelo. Tempo un secondo e la tartaruga si ritrovò a terra urlando per il dolore: era stato appena trafitto da una lunga spada, sbucata dal nulla. "Mik!" gridava Raf "Calmo, non è successo niente!" "AAAAAAHHHH!" strillava l'altro, tenendosi il petto "MI FA MALE!STO MORENDO!SANGUINO!" "Non è vero, calmati!" "SI', INVECE!" "Michelangelo, è un'illusione!" gridò Splinter "Guarda...non hai nulla". La tartaruga abbassò lo sguardo: credeva di essere in un mare di sangue e invece...niente. Il suo petto era intatto. "Non capisco...io provavo dolore...mi faceva male sul serio..." "Un illusione" ripetè Splinter "Sì, sono stati quei raggi laser" spiegò Leo "Hanno proiettato nei tuoi occhi l'immagine di..." "Una spada" rispose Mik, ancora scosso "Giuro che l'ho vista, e l'ho sentita trafiggermi proprio qui" "Sì, un trucco ben congegnato". "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHH!". Un altro urlo spaventoso proveniva dall'altra parte del corridoio. "Cos'è stato?" chiese Michelangelo, spaventato "Un grido" disse Leo "Di dolore. Era..." "DON!" gridò Raffaello "Era Donatello...veniva di là. Svelti, correte!" e si slanciò verso la porta. La sfondò con una spallata e vide qualcosa che avrebbe preferito non vedere. Il fratello si trovava ancora nella cella di contenimento. L'apertura però era spalancata e la tartaruga giaceva scompostamente, con un braccio penzolante fuori dalla cella. Perfettamente immobile. "Figliolo..." gemette Splinter, guardando il figlio "Cosa ti hanno fatto?". Leonardo e gli altri si precipitarono verso il fratello, cercando di farlo rinvenire. "Don!DON!Rispondi!" gridava Raf "Avanti, fratello, svegliati!" chiamava Michelangelo "Di' qualcosa!". Donatello aprì lentamente gli occhi e li puntò sulle tra tartarughe...ma non parve affatto contento di vederli. "Andatevene" mormorò "Cosa?" fece Leo "Don, stai bene?" "Andate via" balbettava l'altro, cercando di alzarsi "Andate via...via..." "Vuoi spiegarci...?" "VATTENE!" urlò a quel punto Don "VATTENE, HAI CAPITO LEO?VATTENE!" "E' impazzito" disse Splinter, sconsolato "Devono averlo sottoposto ad una scarica elettrica" "No..." replicò debolmente Donatello "Non sono pazzo, maestro. Andatevene, vi prego, o non uscirete vivi da qui. Shredder ha...". Un rumore dietro di loro li fece sobbalzare. Era Shredder. Teneva in mano l'Agata, e la sua armatura riluceva di luce nera. L'esperimento di Stockman aveva funzionato, e adesso era il malvagio Utrom il custode dell'Agata Nera. "Avresti fatto meglio ad ascoltare tuo figlio, topo" sibilò Shredder "Adesso invece morirete tutti!". "E' finita!" sussurrò Don "Ho fallito!". FINE II PARTE