“Sei un falso…non meriti di essere considerato…ti sei intromesso dove non dovevi…maledetto” WITHOUT CONTROL Cavi elettrici lo avvolgevano, come lui aveva scelto accadesse da anni. L’essere un malfattore era divenuto il suo scopo di vita. Servire quella persona, quel suo nuovo padrone, che il mondo come molti conoscono non si sarebbe mai immaginato di avere al fianco della malavita, divenne presto il suo più ardente desiderio. In quella persona rispecchiava la sua anima. Anzi, il livello a cui la sua anima ambiva. Furia. Odio. Violenza. Forza. Sete di sangue. Le cose che si intravedevano nel suo sguardo…erano pura ira. Eppure evidente era anche l’essenza: il nettare del suo ego, ciò che componeva quasi interamente il suo essere, la sua anima… Era la disperazione. Affranto dal passato. Rinchiuso in sé stesso. Deciso a rifiutare ogni aiuto esterno. Conoscendo il suo passato, poteva stimarlo. Terrorizzato come tutti gli altri, ne intravedeva la lucentezza. Un animo puro ormai sporcato. E ora, finalmente, ferocemente… INSALVABILE - “Uff…ecco…mi hanno scoperto…tra poco è meglio che avverta il capo…” WITHOUT CONTROL ANGER SIX: BOSS! “Fuggi prima che ti trovino. Devono rintracciarti, ma tu devi sparire prima che ti possano raggiungere. Poi, contattami” “Agli ordini, capo…”- ripensava alle istruzioni dategli In due minuti si trovava già a pochi isolati più in là. Se le squadre di Michelagnelo fossero arrivate alla stazione operativa…non lo avrebbero preso. Compose il numero sul cellulare. Nessuno dei sottoposti del “capo” doveva tenerlo in memoria: troppo rischioso. “DM, fammi rapporto”- la voce in attesa dall’altra parte “è lui” Raffaello emise un singulto di gioia: ce l’aveva fatta! Era riuscito a trovare Splinter! Prima dei suoi fratelli aveva trovato con certezza Splinter! Prima di quell’altro! “Molto bene, DM! Immagino tu mi stia chiamando da un posto lontano dalla tua postazione…” “Certamente, capo! Ora attendo istruzioni” “Dunque, in questo caso…”- formulò il rosso- “prendi l’equipaggiamaento, e poi dirigiti dal nemico…lì dovrai piazzare delle mine, e nel trambusto prenderai Splinter” “Sì…però…” “Cosa c’è?”- fece la voce innervosita “L’equipaggiamento…l’ho lasciato alla postazione…” Silenzio. “E per quale motivo avresti dovuto lasciarlo lì, di grazia?” “Ecco…i suoi ordini erano di abbandonare il posto…inoltre, avrei dato nell’occhio portandomelo in giro…e poi…” “Dottor Malignus…”- interruppe Raffaello- “…mi vuoi prendere in giro? Tu non sei un bambino di cinque anni a cui bisogna spiegare tutto…se ti avevo di portarti dietro quell’equipaggiamento, non vuol dire forse che devi usarlo? O ti faccio portare roba inutile addosso?” “Ma capo…io…” “Non provare a interrompermi! Sai benissimo anche tu che potevi usurfruire delle reti fognarie per andartene, come all’andata del resto, così da non essere sospetto agli occhi di tutti…ti avevo anche detto che era importante tu mi chiamassi entro quest’ora, ma non dirmi che avevi fretta, visto che avevamo calcolato il tempo necessario e avresti finito più che in tempo…” “è vero capo, ma la spia che avevamo mandato è stata più tempo del previsto…inoltre, i loro computer sono stati aggiornati e i virus che ho madato per neutralizzare i sistemi di sorveglianza per un’ora, come programmato, hanno infettato il sistema con un notevole ritardo…e ho dovuto localizzare la base nemica da solo, poiché la spia non mi ha spedito i dati necessari in tempo, prima che la scoprissero…insomma, non ho poututo…” “Dottor Malignus, ti ricordo che non sopporto le cose inutili” Malignus deglutì “Sì, lo so, capo” “Allora vedi di fare un buon lavoro…non mi va di cercare un altro hacker bravo quanto te” “S-sì, capo…” Riattaccarono. “Ca-capo…mandarmi là adesso…è un’azione suicida…senza rinforzi, io…” §°§°§°§ “Non vuoi parlare, mh?” “Ma io sono Splinter! Lo giuro!” “Non mentire…tu non sei il vero Splinter” “Non sto mentendo! Io…” “Basta così! È evidente che non vuole parlare…”- interrupe Michelaneglo- “tanto vale fare il lavoro da soli. In caso, abbiamo un ostaggio. Anche se non credo che Raffaello tenga a un suo sottoposto” “Michelangelo…” Splinter non riusciva più a pensare. In che razza di situazione si era cacciato…lui non era più lui. Questo dicevano i risultati. Nemmeno il suo allievo riusciva a riconoscerlo. “Chissà se Leonardo capirebbe…” Girò la testa verso lo schermo. C’erano vari puntini gialli, tra cui uno più grande. “Cosa sono, quelli?” “Sono i vari cloni di Splinter attualmente viventi, quello più grande è il “nucleo” che protegge tutti gli altri…cioè, se lui muore muoiono tutti gli altri. Al momento quello è uno Splinter quasi perfetto, che all’inizio tentò di riportarci sulla retta via, inutilmente. Sta accanto a Raffaello adesso, cercando ancora di farlo uscire dai suoi giri nella malavita…osservandoli vogliamo cercare di capire se ne compaiono altri…vedi, quest’altro puntino giallo sei tu…il che conferma che sei una copia…magari ne appaiono altre” “No, ti ripeto che io sono quello vero!” “Zitto…tu non capisci quanto mi manchi il vero Splinter” Un’altra volta silenzio, in quella stanza. *°*°*°*°* “Maledizione…anche se ce l’ho fatta a entrare, la bomba esploderà fra 25 minuti…non c’è alcuna garanzia che il piano vada a buon fine, né che io mi salvi…sempre che sia nell’interesse del capo…” “Comunque sia…”- sentì parlare dalla stanza sotto di lui- “…prima o poi dovrai cantare. Tanto, a questo punto non è forse meglio collaborare?” “Michelangelo! È quella tartaruga che affrontai circa 15 anni fa, lui parteggiava per Silver Sentry…se ora lo uccidessi, mi prenderei una bella soddisfazione…uhuhuh….” “Ma te l’ho già detto…io non sono un falso…” “…” “Pazienza, non importa. In ogni caso stiamo osservando i cloni-Splinter tuoi compagni. Presto o tardi giungeremo a una risposta” “Però se lo uccidessi ora, il capo andrebbe su tutte le furie. Non so quante volte ha detto di volerlo uccidere con le sue mani…” “E ricordati bene, Malignus…Michelangelo è sempre stato un piantagrane, una vera seccatura, per me. Voglio essere io a ucciderlo, se possibile” “Certo che fa…davvero paura…” DRRRRRRRR-DRRRRRRRRRRRRRR-DRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR “Oh, un messaggio dal capo…” Premette il pulsante, rimase allibito. “Fai scoppiare…la bomba adesso…?!” “Signor Michelangelo! La pattuglia che avevamo mandato da Malignus è tornata, e non ha trovato l’obiettivo” “Capisco” BUUUUUUMMM!!!! “Cos’è stato??? Un attacco???” “Merda, capo! Così mi mette in difficoltà! Non è che per caso vuole liberarsi di me? Non sarà mica frettoloso a causa del ritardo di prima…?!” “MALIGNUS!” Niente. Nemmeno i soldati riuscirono a tenergli testa, fino alla stanza in cui stavano Michelangelo e Splinter. Del resto, era devoto a Raffaello. “PRESO!” Lo presero in quella stanza. -§- “Tanto…non è mai stato molto forte…” -§- “Malignus, ora ci dirai dove si trova Raffaello!” “…”- Malignus fissava la pistola contro la sua tempia “Se ora parlassi…tradirei il mio padrone, non credete?”- smise di guardare la pistola e si concentrò su Michelangelo, davanti a lui “Meglio crepare” E miseramente, finì in pezzi. “Sono certo che lei brillerà, capo. Signor Raffaello…lei…è un vero…diavolo” … “Merda! Si è ridotto in poltiglia! Doveva proprio esplodere questo pezzo di merda?!” “Cosa contiene la sua tasca?” “Uh?” “La sua tasca…nel brandello del vestito…” Michelangelo si fece portare l’oggetto contenuto nel vestito. “Strano che sia resistito all’esplosione, sebbene sia bastata solo a far esplodere il suo proprietario…no…qui qualcosa non quadra…è troppo strano. Se Raffaello non intendeva farsi rintracciare, a che pro consegnare una cosa simile, con una resistenza così? Oltretutto, se il suo scopo era farcela pervenire, devo per forza pensare che abbia sacrificato volutamente questo suo seguace…” Michelangelo guardò i computer “Che vuol dire, Raffaello? Che cosa vuoi ottenere, così? Se il tuo obiettivo era sequestrare Splinter…” Il topo in questione se ne stava senza parole legato. “Non è che…!” “Ha capito qualcosa???” “Sì…forse” “È così, Raffaello? È davvero questo il tuo obiettivo ultimo…?” “…ascoltate: è importante ora localizzare il covo di Raffaello. Questo strumento, che si è salvato dal suicidio del suo portatore, ci permetterà di localizzarlo. Come vedete, qui sotto c’è una luce rossa. Indica, secondo me, la posizione di Malignus” “Ma a che scopo permetterci di localizzarlo…?” “Credo di averlo già intuito, ma ve lo spiegherò più dettagliatamente più avanti. Ora pensiamo alla localizzazione” “Subito!” “Già…il tuo scopo è questo, Raph…è sempre stato questo, sin dall’inizio, no?” “Fra poco dovremmo avere delle immagini disponibili, capo!” “L’unico dubbio è…perché inviare qui un falso Splinter? Potrebbe averlo fatto come pretesto per mandare qui Malignus…però fare una cosa così macchinosa? No…se il suo piano è davvero quello, allora non serviva eliminare un elemento inutile della squadra così. Piuttosto, mi viene da pensare che questo clone abbia qualcosa di importante, e che lo volesse recuperare. Probabilmente è difettoso, oppure è semplicemente fuggito…in ogni caso, per ora staremo a guardare” Si aprì il collegamento sullo schermo. “Raffa…ello…” La tartaruga sedeva davanti allo schermo, ma non stava guardando verso chi lo stava osservando, piuttosto discuteva ai suoi sottoposti a proposito di alcuni “lavori” da svolgere. “Collegamento perfetto” “Sì, siete stati bravi…”- rispose perplesso l’arancio “Stai fingendo, vero, Raffaello? In realtà sai benissimo che ti stiamo osservando…oppure aspetti un qualche segnale per smettere di fingere ed avere conferma di come sta andando avanti la faccenda…quindi la prossima mossa spetta a noi, o mi sbaglio? È così che deve andare…non può andare altrimenti…per te” “RAFFAELLO!” Entrò nella stanza dell’interpellato un mutante alla cui vista Raffaello fece una smorfia: “Splinter…che ci fai qui?” “SPLINTER?!” “Esatto”- spiegò Michelangelo- “Ti ho già detto che il clone-Splinter meglio riuscito, e che controlla tutti gli altri permettendone la vita, cerca ancora di far uscira Raffaello dalla malavita” “Che cosa voglio?!”- riprese il clone dall’altra parte- “Raffaello, possibile che tu non riesca a rispettare le volontà del tuo maestro? Io voglio che tu la smetta di…” “Maestro?! Tu sei solo una stupida copia! Sparisci! Ti ho già detto mille volte che devi andartene!” “No, Raffaello, io resto qui! Ed è tuo preciso dovere obbedirmi!” I criminali presenti sussultarono. “Tu mi stai parlando…di doverti obbedire?” “Sì, Raffaello…sei un mio allievo e io…” “Tu stai cercando di essere superiore a me? È questo quello che stai facendo?” “No Raffaello, sto solo dicendo che…” “FAI SILENZIO!”- sbraitò l’altro, alzandosi dalla sedia- “TU SEI SOLO UN’INUTILE, INSIGNIFICANTE COPIA DI UNO CHE UNA VOLTA MI CONTROLLAVA E LIMITAVA!!! TU VUOI SOLTANTO AVERE QUALCUNO A CUI DARE DEGLI ORDINI E IMPARTIRE LEZIONI STUPIDE SULLA GIUSTIZIA E L’ONORE!!! TU SEI SOLTANTO UNA NULLITà!!!” “Raffaello io…” “Non mi…” SCRASSSSSSSSHHHHHHHHHHHHHHHH!!! “…TOCCAAAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!” “Il clone toccò il suolo, cadendo dalla cima di un palazzo. Il tonfo si sentì chiaramente. Neppure dall’altra parte di uno schermo si riuscì a non temere quel mutante dalla bandana rossa e la sua rabbia. Eppure, quel che mi sorprese di più, che catturò la mia totale attenzione in quel momento…era un altro. Non potevo crederci. Avevo sbagliato. L’unico errore in tutto il mio ragionamento. Avevo avuto un abbaglio. Splinter era vivo, davanti a me”