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Posso iniziare io ^^ Comunque vi anticipo anch'io qualcosa: in Sud America, incontreremo due alleate (per ciò che possono, sono molto umili). Non dico altro!
Rosario (Nave, in viaggio per il Sud America, 7 luglio 2008)
Assurdo.
Semplicemente assurdo.
E' possibile che da due giorni che sono su questa nave, sono sempre l'ultima ad avere il bagno? =.=
-Rafaèl, SPICCIATI, accidenti! E' da mezz'ora che sei in bagno a delirare!!- e quando dico "delirare", mi riferisco al suo cantare a squarciagola nella doccia, terribilmente fastidioso.
Sta tutto il giorno ficcato nella stiva a fare casino coi marmocchi e poi viene qui a occupare duemila anni di tempo per fare una doccia. Ditemi se è normale. =.=
Ok, adesso basta.
Dò una manata talmente forte alla porta che riesco a far saltare in aria tutti gli altri, dal primo all'ultimo.
-Vuoi muoverti?!?!- sbotto, scocciata. Lo scroscio della doccia finisce. Aaah, finalmente.
-Ok, ok!- mi giunge alle orecchie, prima che Rafa esca con un'asciugamano bianco intorno alla vita. -Mi dai il tempo di vest...!-
Troppo tardi. Sono già entrata in bagno, lanciandogli fuori i vestiti e chiudendo la porta a chiave. Sento uno sbuffo.
-E adesso dove dovrei vestirmi, cervellona?- mi domanda, da fuori.
-Mettiti sotto il letto, così non ti vede nessuno!- gli dico, per tutta risposta. Non mi arriva più niente. Non so se ha voluto seguire alla lettera il mio consiglio, e non m'interessa.
Adesso mi faccio un bagno, e non voglio sentire storie.
Mi spoglio ed entro nella vasca, pensando a tutto ciò che abbiamo combinato durante il viaggio. Di notte, il capitano è passato già tre volte perchè facevamo troppo casino, e tutti i mutanti si sono nascosti dentro il bagno o addirittura dietro la porta.
Inutile dire che dormire è un'opinione, qui. Anche se devo ammettere che in fondo è divertente.
Comunque, è già capitato che i babbuini, EHM, i bambini, siano entrati in bagno senza bussare quando Gea era sotto la doccia. Per fortuna hanno avuto il giudizio di uscire immediatamente, e richiudere la porta. =.= Beh, io chiudo sempre a chiave, non si sa mai.
Impiego sì e no un quarto d'ora (e non TRE, come qualcuno che conosco -.-") per fare il bagno e poi esco dalla vasca, mettendomi addosso l'accappatoio.
Apro un pò la porta, quel che basta ad uscire la testa dal bagno. -Ehi, Sheila...mi passi quei vestiti che ci sono sul letto?-
Sono le otto di mattina, ero ancora in camicia da notte, prima di entrare in bagno. Sheila mi porge i vestiti, richiudo la porta ed esco dal bagno dopo essermi cambiata.
Sento un fischio d'approvazione. E' Rafaèl, da...da SOTTO IL LETTO!!!

L'ha fatto davvero!!
Quel fischio probabilmente è riferito alla mia gonna. Purtroppo non ho altro che una minigonna a fantasia militare abbinata al gilet e al top bianco, quando arriveremo in Sud America vedrò di mettermi qualcosa di più comodo. Intanto gli anfibi neri sono comodi e abbinano col completo, direi che per ora sono a posto.
Gli lancio un'occhiataccia, e lui esce dalla sua "postazione" coi pantaloni messi. Che idiota. =.=
Attacco l'asciugacapelli alla presa, e lo accendo. Che giornata lunga che sarà...
spoiler/ spero che vada bene, come inizio. Ho voluto rappresentare un pò il casino che si fa quando si è tutti insieme sulla nave, in una stanza condivisa...l'ho provato con i miei compagni, al viaggio d'istruzione. Eheh!

/end spoiler
Sayuri
Guardo la porta.
Fisso.
Stringo i pugni.
Forte.
E' questione di vita o di morte..........
tre...
due...
uno...
- MIO!!!!!- appena Rosario lascia libero il bagno, io, Leo e Gea urliamo la stessa parola, fiondandoci verso la stanzetta. Scavalco la gamba testa di Leonardo, schivo anche la mazzata della mia "cuginetta" acquisita e, grazie a Payatt che mette CASUALMENTE in fuori la coda facendo capitombolare la ningen a terra e ad Obi e Sil che placcano leo abilmente uno per gamba, riesco ad infilarmi in bagno e a chiudermi a chiave.
BWAHAHAHAHAHAH!!! IL BAGNO ORA E' MIO!!!MIO,MIO,MIO,SOLO MIOOOOOOOO *_*.
Beh, almeno finchè Leonardo non sfonderà la porta.
- SAYURI!!! RAZZA DI APPROFITTATRICE!!!!!! ESCI IMMEDIATAMENTE, C'ERAVAMO PRIMA NOI!!- l'ululato furibondo di gea penetra il legno. Sento Payatt sbuffare.
- BUTTO GIU LA PORTA.- minaccia Leo. non è più un vampiro, e la sua voce ha meno influenza su di me e sugli altri umani, ma è una minaccia abbastanza presente.
- Tu vieni e ti caccio in gola la saponetta.- gli ringhio contro, liberandomi dei pantaloncini del pigiama e della canotta rossa. Il cambio di vestiti, una maglietta a maniche corte nera e un paio di jeans lunghi con annesse le mie battagliatissime Etnies (sopravvissute alla battaglia contro Sita) si afflosciano sul pavimento poco più in la.
Gioia!!!! Essere almeno in quindici su una sola nave e dover usare a turno il bagno dell'unica cabina che abbiamo prenotato è un dolore. Devi aspettare ore per fare la doccia.... Chanda se n'è fatto una ragione, ma Rafa - che adora stare sotto l'acqua e rilassarsi un po'.- ogni volta che occupa questa stanza ci mette mezz'ora.
Infatti, tra lui e rosario hanno finito l'acqua calda.
Apro il rubinetto al massimo e mi piomba addosso una cateratta d'acqua fredda. ero preparata, ma l'impatto è forte abbastanza perchè mi metta a strillare come un'imbecille, bagnandomi in fretta e strofinandomi vigorosamente con il bagnoschiuma.
Uno dei tanti provenienti dalla borsa che mi ha dato dietro la nonna. Gestisce un'erboristeria, e ha talmente tanti campioncini di prova che me ne ha dati dietro mezza tonnellata senza rimetterci minimamente.
L'unico problema? Se ne usa uno al giorno, ragazze e ragazzi.
Quindi i cari maschietti si sono dovuti fare una ragione di girare profumati come fiorellini. Ormai mi sono talmente abituata a sentire Obi che sa di vaniglia che non importa più.
-Gea-
Ma te guarda -Per il ritorno, faccio una rapina e prenoto una nave intera. Avere una sola cabina in tanti è una vera fregatura- rimbrotto, mentre mi apposto dietro il bagno, pronta a fiondarmi dentro appena esce.
-Sei tu che hai preso una cabina soltanto, non io-
-Leonarduccio bello- lo prendo in giro, facendolo diventare paonazzo -Se tu avevi soldi per prendere un'altra cabina, perché non me l'hai detto? E' già tanto se abbiamo questa... con quello che costa-
-No. Ne ho meno di te-
-E allora zitto-
Dopo alcuni minuti esce anche Sayuri e stavolta, riesco ad infilarmi.
Sotto con l'acqua e diamoci una mossa, che c'è ancora una bella fila da fare.
Fortuna sono veloce in questo.
Ma prima... chiudere la porta. Lo svantaggio di vivere da sola e che poi, per abitudine, non fai le cose più ovvie.
*Spoiler: Cominciato

Diffy. Questo inizio è un vero spasso

Hai fatto bene. Ho riso come una scema. Mo' però aspettiamo Luna?/ End Spoiler*
Sheila
Si stanno quasi scannando per una doccia. Idioti...
"Anch'io voio fale il bagno!" protesta Obsidian, ignorando bellamente suo fratello che cerca di distrarsi, giocando con Radha. Gli lancio un mezzo sorriso. "Quando finisce Gea toccherà a te" lo tranquillizzo. Sono disposta a buttare giù la porta, far uscire il malcapitato e poi barricarmi dentro con il piccolo.
Mi sono affezionata molto a Obsidian. E lui a me. Ieri sera sì è addormentato placidamente sulle mie ginocchia, una manina stretta nella mia. Era dolcissimo, e ho dovuto faticare per staccarlo da me e metterlo a letto.
"Finito!" esordisce Gea, uscendo dal bagno. Lancio un'occhiatina complice a Obsidian.
Che si fionda in braccio a me.
Dal canto mio, spicco una corsa verso il bagno...chiudendomi la porta alle spalle. "NON VALE!!" sento urlare da varie persone.
Li ignoro, facendo l'occhiolino a Obi, che mi guarda riconoscente.
Spoiler*signorine, ecco il mio primo post!Ce l'ho fatta!!*fine spoiler
Grande Luna!!
Rosario
Scoppio a ridere, alla scena con Sheila e Obi, e alla reazione di tutti gli altri. Povero Leo, è accodato da chissà quanto e adesso sta andando su tutte le furie...

Mi raccolgo i capelli in una lunga treccia. Non mi va di tenerli sciolti, sento particolarmente caldo, stamattina.
Ok, adesso ho bisogno di un pò d'aria fresca. Esco dalla cabina, lasciandomela alle spalle.
...
Ed eccomi sul ponte.
Molti si sono girati a fissarmi. Che c'è, non sono abituati a vedere una guerriera? So di essere muscolosa, ma che hanno da guardare? Mah.
E poi, tra i guerrillas c'è di peggio. Ragazze che sono bestie, tutte muscoli e niente corpo. A confronto, io sono paradiso.
Mi appoggio alla ringhiera, ammirando il mare. All'inzio ha delle sfumature verdognole, poi, allontanandosi sempre più verso l'orizzonte, diventa sempre più blu. E nel cielo, si intravedono le prime luci del mattino, che si riflettono sull'acqua trasparente come polvere dorata. Uno spettacolo meraviglioso. Stiamo perdendo tanta di quella bellezza, negli ultimi tempi, che viene quasi l'angoscia a pensarci. Dove finirà tutto questo, un giorno?
Sento una musica.
Una musica soave, delicata, piacevole.
E' una chitarra. Suonata in maniera eccelsa.
Provo a vedere chi è a suonarla. E in lontananza intravedo una ragazza sulla ventina, con la chitarra classica in mano.
Aspetta, la conosco questa canzone. E' "Nine Million Bicycles", di Katie Melua.
Che bella...
Mi vengono in mente le parole. Le canticchio tra me e me, lasciando che la brezza mattutina mi sfiori.
There are nine million bicycles in Beijing
That's a fact,
It's a thing we can't deny
Like the fact that I will love you till I die.
We are twelve billion light years from the edge,
That's a guess,
No-one can ever say it's true
But I know that I will always be with you.
I'm warmed by the fire of your love everyday
So don't call me a liar,
Just believe everything that I say
There are six BILLION people in the world
More or less
and it makes me feel quite small
But you're the one I love the most of all.
Sayuri
Passo in cabina mentre Leonardo si guarda intorno disperato, forse per decidere quale sia la parete migliore da prendere a testate per la frustrazione. Rafaèl è vestito, e se ne sta affacciato all'oblo- ovviamente attento a non farsi vedere- e sta finendo a morsi una barretta di riso soffiato e cioccolato.
- Venire in crociera per mangiare schifezze....tanto valeva che me ne rimanessi a casa.- brontola, un po' mesto. Gea, io, Rosario e Sheila- vale a dire le uniche umane- ci possiamo permettere di mangiare alla ristorazione come gli altri comuni mortali....i vampiri no. Anche questa è una cosa stretta, ma ci siamo abituati, e a volte Gea ordina una montagna di cibo in modo che i nostri amici si rifugino in camera a favorire.
Frugo nella cassetta termica e ne tolgo una barretta, appollaiandomi sul letto di fianco a lui, cominciando a mangiare. Effettivamente non gli do torto....quello che siamo riusciti a salvare per gli attacchi di fame improvvisi è poco, e questa roba sembra un croccantino per cani....dolce all'inverosimile, però.
- Ehhh Rafa. Tanto manca poco, dai.- cerco di consolarlo.
Brontola, e si siede sulla branda facendola cigolare:- Che due scatole.- ringhia.- Non vedo l'ora di essere sulla terra ferma. Questa nave ci mette un'eternità.
Mi appoggia un braccio intorno alle spalle, scompigliandomi un po' i capelli:- Com'è che fai tu a resistere, eh? - domanda, con quieta esasperazione.
- A me il mare piace.- replico, tranciando a morsi l'estremità della barretta.
Il cartoccio mi rimane in mano e crolla rovinosamente a terra quando Rafaèl si mette a giocherellare con i miei capelli e sposta casualmente le ciocche all'indietro, oltre la mia spalla. Si umetta le labbra.
Lo guardo, torva:- Smettila di fare gli occhioni da cucciolo implorante e muoviti.- Ha sete. Ovvio, altrimenti non mi starebbe arruffianando così.
Sorride appena, un po' più baldanzoso, e si china per bucarmi il collo. Faccio una smorfia sentendo i canini penetrarmi la gola, ma non faccio commenti, ruzzolando sul copriletto mentre si rifocilla.
Sheila
Ahhh...un bel bagno è quello che ci voleva. Alla fine sono riuscita ad ottenere un po' di acqua tiepida...meglio di niente, comunque.
Esco avvolta in un enorme asciugamano, i capelli bagnati, e mi fiondo in camera per appropriarmi del piccolo phon portatile che ho avuto il buonsenso di portare. Sento altre grida provenire dal bagno, tra cui uno di trionfo. Alla fine Leonardo è riuscito ad appropriarsi del bagno.
...
Mi lascio distrarre dal rumore monotono dell'asciugacapelli, ma i pensieri si ingarbugliano nella mia testa.
E' passata quasi una settimana da quando la guerra con Sita è terminata. Ci aspetta un'altra prova, in Sudamerica, altrettanto dura.
Abbiamo perso molti, in guerra. Chi è morto, chi ha deciso di lasciar perdere. Come Daisy e la sua famiglia, come Michelangelo.
Chissà dove sono, adesso...
Midori è a New York, invece. Ha deciso di tornare normale, ma per farlo ha bisogno di rintracciare un suo consanguineo. Sicuramente le sue ricerche saranno già iniziate.
...
Sono asciutta adesso. Mi appoggio allo stipite della porta. Chandresh è dall'altra parte, un po' distante da me, appoggiato al muro. Se questa guerra mi ha portato qualcosa di buono, è proprio lui. Adesso stiamo insieme, e non potrei essere più felice.
Ho un nuovo motivo per cui lottare, adesso.
...
Mi avvicino a lui cautamente. Ogni momento, ogni minuto vorrei dimostrargli l'affetto e l'amore che provo per lui, ma ho paura di soffocarlo con i miei baci, i miei abbracci. Perciò cerco di essere un po' più calma e posata, evitando di metterlo a disagio.
Ieri sera, per esempio, mi andava di dormire assieme a lui...senza fare nulla di indecente, solo sentirlo vicino durante la notte. Ma all'ultimo momento mi vergognai di chiederglielo...e mi ritrovai impalata, il respiro mozzo e irregolare, davanti a lui che dormiva tranquillo.
...
Lo vidi sorridere, ad un certo punto...e indicarmi con il braccio la piccola parte di spazio accanto a lui. Mi decisi e mi sdraiai lì. Prima di mandare al diavolo ogni vergogna e stringermi un po' sul suo petto, come a cercare protezione. Al risveglio ero ancora in quella posizione, con Chandresh che mi circondava le spalle con un braccio.
...
"Non occorre che ti vergogni così" mi dice Chandresh una volta che sono davanti a lui. Mio malgrado, arrossisco. "E' che...ho paura di soffocarti troppo con il mio affetto" confesso "Non ci sei abituato e..."
"...e allora credo sia il momento di farlo" replica lui tranquillamente. Scuoto la testa e mi limito a sfiorargli le piastre del petto con le mani. "Non voglio darti fastidio. E sono convinta che le mie continue manifestazioni d'affetto ti irritino" abbasso gli occhi, compunta, ma Chandresh mi prende delicatamente il mento tra le dita, alzandolo affinchè possiamo guardarci negli occhi.
Rosario
Sono ancora appoggiata alla ringhiera, godendomi la tranquillità mattutina e quel fresco venticello che, tutto sommato, si rivela abbastanza piacevole.
Non faccio altro che pensare alla battaglia contro Sita. Alla fine sono stata io a mettere fine a quest'incubo che da così tanto tempo tormentava umani e vampiri, ma adesso ho....paura. Paura che tanti suoi seguaci possano prendermi tutti di mira, e che non ci sia nessuno a darmi una mano. E sarà così. Meglio prepararsi, Rosario: avrai tanti di quei rivali, che non riuscirai a sopravvivere distraendoti anche solo per un attimo.
Non mollare mai il tuo obiettivo, per nessuna ragione. Punta il tuo fucile, e non distrarti dal tuo obiettivo.
E poi, quando le mani non ti tremano più...spara. E centra.
Ecco cos'è un cecchino.
Qualcuno che, se distoglie lo sguardo solo per un centesimo di secondo...mette in pericolo se stesso e gli altri.
A volte mi capita di sentire tanta di quella pressione addosso, che mi porta a puntare il fucile da un'altra parte, sbagliando totalmente direzione.
E questo capita...per paura. Solo per paura.
...
Cosa?
Ma...ma stiamo arrivando e il capitano non ha annunciato niente?! Riesco già a vedere il porto!
Ecco, il capitano si è distratto. =_=
....
-Ragazzi! Muovetevi, preparate tutta la vostra roba, siamo in Sud America!- annuncio, entrando in camera di colpo, facendo sobbalzare tutti. Sento un sospirone generale.
-Ci hai fatto prendere un colpo!- si lamenta Sayuri, con gli occhi sgranati. Sghignazzo, divertita.
Sheila mi guarda strana. -Come sarebbe a dire "siamo in Sud America"? Ma il capitano non ha...-
-Non ha avvertito. Quindi ora vi avverto io, sbrigatevi! Chi c'è ancora in bagno?-
Si guardano tutti tra loro. -Leo- mi risponde poi Gea, fissando la porta.
-Bene, ditegli di darsi una mossa, e nel frattempo prepariamoci. Arriveremo tra pochi minuti.-
Tutti annuiscono, e cominciano a preparare i loro zainetti. Faccio anch'io lo stesso, preparandomi (purtroppo) al peggio.
-Artemisia-
Stiamo arrivando. Bene. Non ne potevo più di questo viaggio.
;Ma perché Gea ha preso una nave, invece dell’aereo? Più tardi glielo chiedo.
-Chandresh- lo chiamo –Dove si trovano i tuoi compagni. Si insomma, gli altri guerrilas?-
Lui mi guarda pensieroso –Chiedi a Rafaèl. Sono soprattutto i suoi compagni. Io non me lo ricordo al momento- Chiude la borsa, e se la carica in spalla, per poi prendere in braccio il piccolo Obi e uscire con cautela, seguito dagli altri mutanti.
Silver fa un po’ di storie, quando Rafaèl lo porta via: Radha dovrà scendere con noi.
-Povero Sil- Sheila sembra dispiaciuta per tutte le scenate che fa il piccolo.
Intanto anch’io ho chiuso la mia borsa. Poi, da sotto il letto, prendo una di quelle borse da viaggio per gli animali, molto ampia e l’apro.
Ci vuole il bello e il cattivo tempo a convincere i tre piccoli a rinfilarsi lì dentro, ma alla fine c’è la facciamo.
Warrior è di sicuro quello più agitato –Buono, Warrior. E’ solo finché non siamo a terra, poi vi facciamo uscire- Gea prova a calmarli, ma con scarsi risultati –Niente. Non mi dà retta- Si carica lo zaino in spalla e controlla la cabina per controllare di non dimenticare niente. Dalla mia spunta il bastone. Servirà a farci riconoscere da quei zucconi di Tajina Sud Americani.
-Mamma, ma tu ti sei lavata?- mi chiede Gea, mentre prendiamo la borsa con i recalcitranti cuccioli –Prima che tu ti svegliassi dormigliona. E lo stesso vale per Donatello e Chandresh. Solo voi altri siete lenti-
La presa in giro funziona, perché di sicuro è imbarazzata –Con tutto rispetto Artemisia, ma TU non sei stata in giro per la nave a tentare di tener fermo un certo mutante ubriacone ed evitare che finisse giù dalla nave- ribatte Sayuri.
In effetti è stato lo spettacolo più patetico e pericoloso che abbia mai visto. Ma almeno ci siamo fatti due risate.
Il viaggio più pazzo, che abbia mai fatto.
-Gea. Perché hai prenotato su una nave e non su un aereo- chiedo, mentre aspettiamo di ancorarci al porto.
-Perché ci voleva un po’ di riposo, soprattutto a te. Sono stati giorni massacranti. Per tutti-
-Insomma hai preso una cabina su questa nave, per far riposare tutti?-
-Non solo-
-E cos’altro?-
-Eheh! Non avevi detto che per i miei 20 anni avremo fatto un viaggio in crociera?-
-Ti ricordi ancora quella promessa?!-
-Mamma. Mi ricordo una buona parte di quello che abbiamo fatto insieme-
Chi l'avrebbe detto? -Però... volevo che fosse solo per noi due. E poi dovevo pagare io-
-Vorrà dire che sarà per la prossima volta, mamma. ora pronti che si sbarca-
Incomincia una nuova avventura.
spoiler/ ascoltate questa, mentre leggete! ^^
http://it.youtube.com/watch?v=ul_I69xHuyI / end spoiler
Rosario
Salgo sul ponte, per vedere a che punto siamo.
Whoa! Siamo praticamente al porto!
Infatti non viene a mancare la gente frenetica che corre per scendere, lamentandosi di non essere stati svegliati dall'avviso del capitano. Sì, in effetti è stato stupido a non avvertire.
Proprio per questo via vai, i mutanti cercano in tutti i modi di non farsi vedere. Speriamo che nessuno si accorga di niente.
...
Ed eccoci a terra.
E' andato tutto bene, per fortuna. Alla fine le tartarughe hanno finito per nascondersi tra gli scatoloni di legno sul camion delle merci, aspettando di essere portati giù.
Sono a casa, finalmente. La mia patria, la patria di noi guerrillas.
Ecco che arrivano anche gli altri, tra cui Rafaèl, che non può far altro che sospirare.
-Quanto tempo che non tornavo- afferma, quasi commosso. Sorrido.
L'America Latina. Ne sento già l'atmosfera.
Facciamo uscire i cuccioletti dalla valigia, che corrono qua e là contenti come se si fossero liberati da un grosso peso. E poi cominciamo a camminare, allontanandoci sempre più dal porto.
-Dove pensi che potremmo stare prima di poter tornare dagli altri guerrillas, considerato che ci vorrà almeno un giornata per arrivare al covo?- chiede Rafaèl a Chandresh, mentre camminiamo.
-E cosa vuoi che ne sappia io? Non sei tu a sapere tutto di qui?- Ok. Cominciamo benissimo. =.=
Aspetta un momento...
-Ragazzi- intervengo -so dove andare. Seguitemi.-
-Cos'hai in mente?- mi chiede Rafa, curioso.
-Lupita.- rispondo, sorridendo. -Sarà felicissima di rivederti. Potremmo andare da lei.-
-Chi è Lupita?- chiede Chandresh, come se avesse già sentito questo nome da qualche parte.
-Ti ricordi quella bambina graziosissima che stava incollata a me come il pulcino alla chioccia? Ecco, quella è Lupita.- rispondo, facendo sorridere Rafa.
-Sì, adesso la ricordo. Ma era molto piccola...- dice A-leo.
-Sono passati 5 anni. Adesso ha 10 anni, ma non preoccuparti, è rimasta sempre la bambina più affettuosa che conosca. Se le chiediamo di stare una notte da lei, le regaliamo un sogno. Ho come l'impressione che se fosse più grande avrebbe una cottarella per Rafa- la mia affermazione fa scoppiare a ridere sia Chanda che Rafaèl. Mi sa che sono d'accordo con me.
-Allora? Voi che cosa ne pensate?- chiedo agli altri. Penso che siano anche loro d'accordo, ma chi lo sa...! Magari potrebbero avere un'idea migliore.
Leonardo
- Pensavo che nei guerrillas ci stessero solo ex galeotti.- mi scappa.
Rafaèl fa spallucce:- Ladri, assassini, immigrati e clandestini. Maschi e femmine. ma, sai com'è....anche nella feccia sboccia l'amore a volte. Io sono cresciuto in mezzo a circa trenta bambini umani tutti figli di guerrillas sposati.
- sposati?
- C'è una chiesetta abbndonata li dove ricordo ci siamo accampati l'ultima volta. Ulisse ci celebrava i matrimoni, anche se non erano molto canonici.- Rafa ride, come memore di qualcosa, ma nei suoi occhi passa un barlume di tristezza.
rafaèl
Casa. Vorrei inginocchiarmi e baciare la terra dove poggio i piedi. E' da quando ho diciassette anni che non rimetto piede qui, nella mia patria, dove sono nato e dove resterà per sempre parte del mio cuore....
Dove sta la mia famiglia, l'altra metà di coloro che amo.
- Andiamo da Lupita, allora. - concordo.- domani all'alba si parte, però. Per arrivare a destinazione ci vorrà un bel pezzo, ed è meglio muoversi quando fa meno caldo.
Chandresh annuisce, mentre Gea, Artemisia e Sayurio salgono sulla schiena di Payatt. Lascio che Rosario ci guidi: aggiriamo il centro abitato e ci inoltriamo nella foresta.
- Questo posto è pieno di zanzare.- commenta Sayu solo dopo pochi minuti.
- E' per questo che vi ho detto di portare spray anti insetto.- replico.- Una bella guarnizione di quello e vedrai che gireranno a largo...altrimenti c'è il rimedio classico.
- ossia?
- un bel bagno di citronella.
- bleah =.=
Ridacchio. Chanda mi scivola di fianco senza rumore: è abituato a muoversi nel sottobosco, anche se con climi diversi. Per alcune missioni Yaksha ci ha portati in india, un paio di volte...mio fratello sa spostarsi come uno spettro. Un tutt'uno con l'ambiente.
E, finalmente, dopo circa mezz'ora di cammino, una casa nella giungla......
Rosario
Ed eccoci qua.
Lo ricordo bene, questo posto...ero in Sud America, ma era da parecchio che non venivo qui.
Mi avvicino alla porta principale. Busso, prima che una donna in carne, scura, brutta e decisamente infastidita ci apra.
Ci conosce, però. Se no, alla vista di Rafaèl, sarebbe saltata in aria.
-Ehm...Hola. Desorden? Estamos tratando Guadalupe Suárez.-
"Ehm...salve. Disturbiamo? Stiamo cercando Guadalupe Suárez."
La donna ci lancia un'ultima occhiataccia, prima di voltarsi e gridare a squarciagola:
-Lupita! LUPITA! Usted visitas!! Ven aquí ahora mismo!-
"Lupita! LUPITA! Hai visite!! Vieni qui immediatamente!"
Tipico. In effetti mi avevano detto che qui non erano molto gentili. Di bene in meglio. =.=
Da una delle scale a chiocciola (un pò malandate, a dir la verità), viene giù una ragazzina sui 10-11 anni: una brunetta deliziosa, con la pelle scura, gli splendidi occhi neri, i riccioli castani tenuti in una coda di cavallo e un vestito rosa con un grembiule bianco, e un paio di sandaletti. E' molto umile, ma sta' a vedere quant'è ricca nel cuore.^^
All'inizio sta un pò lì a fissarci da lontano, per capire bene chi siamo. Poi, appena intravede Rafaèl, gli occhi color pece le brillano come non mai.
-Rafa!!! Dios, Rafa, cuánto tiempo!!- grida felice, saltandogli al collo (non so come abbia fatto, a spiccare quel salto tipo rana, per raggiungere il metro e ottantacinque di Rafaèl =.=). So solo che adesso Lupita sta piangendo dalla gioia, dato che si ricorda di Rafaèl da quando aveva tre anni. Rafa ricambia l'abbraccio, stupito, ma felice.
-Hola, dulzura...te has enterado de mi ausencia, nina?- le domanda dolcemente, senza staccarsi da lei.
"Ciao, dolcezza...ti sono mancato, piccola?"
Che dolci..
-Brava, Lupita, Rosario no saludable, por lo que no es necesario...- scherzo, facendo la finta offesa.
"Brava, Lupita, non salutare Rosario, tanto non ce n'è bisogno..."
Lupita si volta verso di me, ridendo contenta.
-Lo siento!! Hola, Rosario!- mi abbraccia. Ruffiana.

"Scusa!! Ciao, Rosario!"
Poco dopo la bimba si accorge degli altri presenti.
-Hola! Ustedes son los amigos de Rafa y Rosario?- chiede, in spagnolo. Inutile dire che la maggior parte di loro (se non tutti) non capisce la domanda. Apposto. =.=
-Non parla inglese.- dico loro, ridacchiando. Sheila sembra quasi incantata dalla bambina. Sì, lo so, anche a me ha fatto lo stesso effetto, la prima volta che l'ho vista. E' fantastica.^^
Rafaèl le sta spiegando in spagnolo la situazione. Come immaginavo, Lupita non sta facendo alcuna obiezione, anzi...! Sembra quasi che le stessero chiedendo di girare un film con Brad Pitt.
-No hay problema! Puede estar aquí el tiempo que quieras!- dice, allegra.
"Nessun problema! Potete stare qui finchè volete!"
-Lamentablemente tendremos que salir mañana, nina. Tenemos una misión que cumplir, es muy importante. Pero prometo que va a encontrar usted!- le dice Rafaèl, amichevolmente.
"Purtroppo dobbiamo andar via domani, piccola. Abbiamo una missione da compiere, è molto importante. Ma prometto che ti verrò a trovare!"
La bambina sorride. Non può essere più felice.
Si è anche messa in testa di organizzare una festa, stasera. Dice che deve dirlo anche agli altri "muchachos". Ommamma. Siamo alle solite, sempre festaiola, sta ragazzina. ^.^
Non abbiamo potuto far altro che accettare. In fondo, sarà divertente. Stasera festeggiamo (immagino...sarà una di quelle feste che A-DO-RO. Ballare, ballare, ballare. Mitico *_*) e domani andremo via.
Intanto Lupita ci sta mostrando dove staremo. Già gli altri ragazzini hanno salutato Rafaèl, e hanno conosciuto gli altri attraverso un inglese stentato. ^^"
Oh, ecco una cosa che preferisco non dire, per ora. Lupita mi ha detto che di pomeriggio dovrebbe passare Yulia. La cosa non è positiva, dato che Yulia era innamorata di Rafaèl, in passato, e non si è ancora fatta una ragione del fatto che lui sta con Drerra. Speriamo bene.

Sheila
Ce l'abbiamo fatta. Siamo in Sudamerica.
Mi scappa un sorriso, quando vedo una bambina di 10 anni fiondarsi contro Rafaèl e stritolarlo in un abbraccio di bentornato. Lei è molto carina, e sembra non importarle più di tanto che il suo amico sia una tartaruga mutante.
Ma a quanto pare, non importa poi tanto a nessuno. Qui Rafaèl è cresciuto, lo conoscono tutti.
...
Confesso che avrei voluto uccidere Rosario, quando ci ha avvisato che dovevamo scendere. Ero in un momento...abbastanza intimo con Chandresh. Difatti mi lasciai scappare un'imprecazione.
Lui, inaspettatamente, ridacchiò...prima di separarci, però, riuscimmo a scambiarci un breve bacio.
...
Qualche urlo spaventato dalle retrovie mi fa sobbalzare. Difatti vedo un bel gruppetto di persone fuggire di fronte a due sagome enormi.
E tre molto più piccole che invece si dirigono a tutta velocità verso di loro.
"Calma, calma!" interviene Rafaèl "Sono solo due spiriti, e sono con noi!Non vi faranno alcun male!" le persone si calmano, anche vedendo i tre cuccioli fare le feste ai loro genitori.
Ma una persona non la pensa allo stesso modo. "Vi avevo detto di aspettare, maledizione!" sbotta Donatello "Di aspettare quando saremo arrivati al covo!Ma no, voi dovete fare di testa vostra!".
Kett e Sumire si voltano verso l'itako, mentre i tre piccoli smettono di saltare. "Calmati, non è successo nulla" dice la lupa bianca
"Niente, dici?Se non sbaglio avete rischiato di far venire un infarto a queste persone!" quella frase fa ammutolire Sumire, mentre Kett si dirige vers il ragazzo, arrabbiato. "Vedi di moderare quel tono quando parli con me, e soprattutto con Sumire. Non ti permetto di trattarla così!" ringhia. Donatello sostiene con forza il suo sguardo, freddo, fino a quando gira i tacchi e si allontana.
"Ma tu guarda che insolente..."
"Lascialo stare, Kett" interviene Sumire
"Hai intenzione di farti scavalcare da quel moccioso?"
"Non è un moccioso. E tu non sai quello che è successo" a quelle parole Kett si ferma. "In che senso, scusa?" ma Sumire sembra non voler parlare.
Ormai il nostro gruppo si è riunito nuovamente, un po' in disparte dalle altre persone che invece hanno deciso di farci parlare tranquilli.
Noto con stupore che Artemisia volge lo sguardo altrove. Che sappia qualcosa? "Mamma..." la chiama Gea, quasi in tono di rimprovero "Se sai qualcosa diccelo".
Lei decide di parlare, anche se un po' riluttante. "Abbiamo notato tutti che Donatello...è stato strano dopo la prima notte sulla nave. E' diventato taciturno, scostante"
"Sarà per Midori" azzarda Rosario "Gli manca molto, in fondo"
"No. Credo che sia successo qualcosa quella notte" sospira "Questa mattina...è andato a lavarsi prima di me. Ho sentito un tonfo, da dietro la porta, e mi sono precipitata in bagno, non aveva chiuso a chiave. Donatello era a terra, tremante, probabilmente era scivolato. Coprendolo con un asciugamano, mi accorsi che era freddo...si era lavato con l'acqua gelida, di proposito. E aveva gli occhi rossi, come se avesse pianto" tutti l'ascoltiamo, attenti, cercando di capire.
"Prima cercò di scostarsi da me, come se avesse paura di farmi del male...poi mi appoggiò la testa sulla spalla. Tremava molto, sia per l'acqua gelida che per quello che si portava dentro. Mi chiese di non parlarne a nessuno, meno che mai con suo fratello" Leonardo stringe i pugni "E' tutto quello che so".
...
Ora ci volgiamo tutti verso Sumire. Grazie al legame tra lei e Donatello, è l'unica che può spiegarci cosa sia successo. "Non posso dirvelo" replica lei, evitando i nostri sguardi
"Sumire, così non fai il suo bene" le dice Kett. Lei scuote più volte la testa, ma alla fine decide di parlare anche lei. "La prima notte che abbiamo passato sulla nave, Donatello si svegliò con una sete tremenda. E' rimasto un vampiro, quindi mi aspettavo qualcosa del genere...decise di uscire fuori dalla cabina, per tentare di farsela passare. Girò un po', stando attento a non farsi vedere.
Io non ero con lui...ma mi misi in allerta quando una forte sensazione di orrore mi attraversò la mente. Corsi da lui, e lo trovai appoggiato alla parete, orripilato...con le zanne sanguinanti. Davanti ai suoi piedi...giaceva un marinaio, con due buchi sul collo. Vedendolo, Donatello non aveva saputo resistere...e l'aveva aggredito con forza, lasciando che l'istinto lo guidasse. Solo dopo varie sorsate si era reso conto appieno di ciò che aveva fatto" sospira "Non fu tanto il gesto a spaventarlo, quanto...la violenza inaspettata con cui l'aveva commesso. Riuscimmo a spostare il corpo più avanti, dopo che Donatello aveva richiuso con il suo sangue la ferita. Il giorno dopo seppi che quel marinaio era stato ritrovato, privo di sensi. Attribuirono il malore ad un calo di pressione...in seguito dissi a Donatello che quell'uomo si era ripreso, ma non servì a nulla. Aveva paura...aveva quasi ucciso quella persona, e temeva che l'istinto l'avrebbe portato a fare la stessa cosa con le persone a cui teneva di più. Per questo ha cercato di evitarvi per tutto il viaggio".
Rosario
Oh, cavolo.
Cavolo, cavolo, cavolo.
Te credo che Donny adesso si sente in colpa...se si pensa al fatto che stava praticamente per far fuori un marinaio.
Ma nessuno gli sta dando la colpa di nulla. In fondo non è colpevole, se era da tanto che non si rifocillava.
Un nuovo arrivo mi distrae: una ragazza sui 22-23 anni in bicicletta, che una volta arrivata davanti all'orfanotrofio (se così si può chiamare -.-") mette il cavalletto e scende.
E' Yulia.
Un pò in anticipo, mi sa.
Fissa tutti quanti sorpresa, e non appena si accorge di me corre a salutarmi, allegra.
In fondo è una ragazza dolcissima. Ed è anche bella: capelli biondissimi abbastanza lunghi, che tiene legati in una treccia posata sulla spalla sinistra, occhi celesti e carnagione chiara, assolutamente non sudamericana. Ha un'aria innocente e gioviale, ma in fondo è più matura di quanto si pensi. E poi, è buona come il pane. E' lei che aiuta sempre i bambini come Lupita e tanti altri.
Indossa un abito bianco alla spagnola, e un paio di ballerine azzurre. Tutti i ragazzini sono già venuti a salutarla (soprattutto i maschietti, non perdono tempo :mrgreen

.
-Ciao, Yulia!- Yulia è ucraina, si sente un pò dalla pronuncia, anche se tutto sommato non parla affatto male lo spagnolo. Tuttavia preferisce parlare in inglese, piuttosto che in spagnolo.
-Ciao, Rosario! Hola, ninos!- come sempre, Yulia è affettuosa con chiunque le rivolga la parola.
Con chiunque...tranne che con uno.
Rafaèl.
In fondo un pò la capisco. Rafaèl dice di non amarla perchè è già innamorato di Drerra, l'ha detto anche a lei, e Yulia si è sentita respinta. Inutile dire che non l'ha presa bene.
Menomale che ancora Rafa non è qui, ed è tornato dentro, con Lupita. Accidenti, non voglio proprio pensare a come reagirà la bionda rivedendolo. =_=
-Come stai?- le domando, sperando di poter trattenerla ancora un pò fuori. ^^"
-Non c'è male. Chi sono queste persone? Amici?- chiede, sorridente.
-Sì, amici. Ragazzi, lei è Yulia Twersky.- la presento agli altri, che scrutano la bionda con curiosità. Hanno capito, sia dal nome che dai caratteri fisici, che non è sudamericana.
Stiamo un pò a chiacchierare con gli altri, e ogni tanto dò uno sguardo alla porta per vedere se ne esce Rafaèl.
Già Chandresh se n'è accorto. Sta fissando Yulia con preoccupazione.
Accidenti...
-Gea-
Il primo pensiero è dare un pugno a Don per non averci detto di questo incidente. Avremmo potuto aiutarlo. Testaccia di rapa.
Ma vengo distratto dalla nuova arrivata.
Per la miseriaccia. E’ questa da dove è uscita? Che non sia del posto, è stramaledettamente evidente.
Le feste che le fanno poi.
Rosario ci presenta alla compagnia. Ha un sorriso luminoso, di quelli che ti conquistano.
Lo ammetto, sono imbarazzata da ‘sta tizia –Io mio chiamo Gea Casket. Piacere di conoscerti Yuria. Il cucciolotto nero lì- indico la coppia di spiriti e i cuccioli che cercano di farsi coccolare dal papà –E’ il mio Warrior. E poi c’è mia madre, Artemisia… Ma dov’è finita?- Ma guarda è sparita. Ma dove accidenti?
-Come mai sei così pallida?- mi chiede in inglese. Beh! Che non avessimo problemi a comprenderci era evidente. Ma così bene.
Ora però sorge un’altra domanda: Chandresh sta alle spalle di Yulia e la sta guardando preoccupato. Domanda: perché?
-Artemisia-
La nuova arrivata, Yulia, conquista tutti quanti. Emana fiducia da tutto il corpo. E anche lo sguardo e il sorriso, non la tradiscono.
Ma più che la nuova arrivata, sono interessata al problema di Donatello.
Perché non ha voluto parlarne con gli altri? Ma soprattutto, perché non ha voluto che Leonardo lo sapesse?
Visto che sono stata la prima a vederlo in quello stato (se escludiamo Sumire) e a chiudermi di non parlarne.
Vado da lui, anche per scusarmi.
Si è messo vicino alla capanna, su un lato, ancora spaventato da quello che è successo.
-Donatello?-
-…-
-Posso sedermi?-
-…- Mi siedo comunque. Gea non si è accorta che mi sono spostata di poco. Infatti sono un po’ nascosta.
-Avevi promesso che non dicevi nulla?- mi rimbrotta.
-Tuo fratello doveva sapere. E poi prima o poi sarebbe emersa la cosa. Meglio dirlo chiaro… prima che succeda di nuovo- A quest’ultima frase sussulta –Potrebbe?-
-Se non ti rifocilli regolarmente sì. Sapendolo, ti si può aiutare ad evitare la cosa. Forse, anche Chandresh e Rafaèl ci sono passati, prima di te-
-Perché mi dici queste cose?- E’ disorientato
-Se ci fosse il tuo Vecchio Maestro, ti direbbe la stessa cosa. E poi, le mamme servono anche a questo-
-…-
-Ok. Non sono mamma tua. Ma sia io che mia figlia, sappiamo ascoltare. Se vorrai sfogarti o chiudere aiuto, devi solo fare un cenno ok-
*Spoiler: Un regalo per te Sayuri
http://crazydiary86.deviantart.com/art/F...-103639969/ End Spoiler*
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